Stress, emozioni e anti-agingQuali sono i motori della vita che continuamente blocchiamo creandoci una gabbia di emozioni cristallizate che si ripercuotono sul corpo con contratture muscolari e atteggiamenti posturali caratteristici?Sono le cinque emozioni di base che nel loro fluire dovrebbero dar luogo ai sentimenti nella loro accezione semantica del “sentire”: rabbia, gioia, tristezza, vergogna e paura. Le emozioni sono risposte complesse dell’organismo a stimoli adeguati, che si manifestano con specifici repertori di azioni che esamineremo e con modificazioni dello stato interno (ad esempio la frequenza cardiaca ecc.), che è possibile osservare e misurare. Nel corso dell'evoluzione culturale umana l'interpretazione dello stato emozionale ha portato alla sublimazione degli stati emotivi, per cui spesso l’anima si sente in trappola a causa di una irrazionale interpretazione degli stati emozionali dovuta all’interazione fra memoria limbica e corticale, favorita dal progressivo ampliamento delle aree associative della neocorteccia. In passato infatti le basi neuroanatomiche delle emozioni facevano riferimento esclusivamente al sistema libico (ippocampo e sulle sue connessioni con l’ipotalamo). Una visione piu moderna include anche l’amigdala e la corteccia prefrontale nel meccanismo emozionale. Inoltre, la teoria del sistema limbico implicava che le stesse strutture cerebrali fossero coinvolte in tutte le emozioni e che esistesse una separazione fra sistema cognitivo e sistema emozionale. Entrambe queste ipotesi non sono piu sostenibili in base alle conoscenze attuali. E' possibile affermare che un sistema multiplo di strutture cerebrali, sia corticale che sottocorticale, contribuisca all’esperienza di un’emozione. Ciascun area cerebrale coinvolta risulta pero svolgere un ruolo diverso ed apportare un contributo specifico all’elaborazione dello stimolo emotigeno. Le emozioni una volta che sono state sperimentate possono cristallizzarsi nel corpo sotto forma di complessi e possono condizionare e deviare patologicamente i comportamenti della vita successiva. I sistemi funzionali alla base delle emozioni sono molteplici e si sono evoluti filogeneticamente per scopi funzionali diversi e come tali innescano tipi diversi di reazioni emozionali. Quindi le emozioni elementari, sotto forma di reazioni di stress, si generano al di fuori della sfera cognitiva e solo successivamente vengono elaborate cognitivamente. E' una lotta tra pensiero e sentimento che il cervello ha difficolta ad integrare completamente. Le emozioni possono essere utili se vissute pienamente, ma possono diventare patologiche, se si cristallizzano in complessi in grado di sovvertire l’ordine emotivo. Le cinque emozioni fondamentali secondo il pensiero orientale sono:
La legge di generazione e invece propria dei movimenti spirituali che si manifestano quando le emozioni fluiscono regolarmente (fig. 4)
Questionario sull’emozione di rabbia: Questionario sull’emozione di gioia Questionario sull’emozione di vergogna: Questionario sull’emozione ditristezza: Questionario sull’emozione di paura La legge dei cinque movimenti permette, con i suoi meccanismi di “feedback", di mantenere in perfetta armonia la fisiologia energetica e biochimica dell’uomo e di tutti gli esseri viventi. Ad ogni movimento e legata una funzione organica e tutta una serie di altre fini regolazioni che vanno sotto il termine di “orbis” Partiamo dai movimenti cinesi, essi sono legati da una legge di generazione per cui il padre genera il figlio: il legno per combustione genera il fuoco, questi genera la terra di cui e anche l’essenza, a sua volta dalla terra si origina il metallo che ha la possibilita di fondersi in liquido che alimentera il legno inteso come alberi e vegetazione. Nello stesso tempo e attiva una legge di dominazione per cui il nonno tiene a bada il nipote, per cui il fuoco nonno del metallo e in grado di fonderlo, il metallo nonno del legno e in grado di dominare quest’ultimo, cosi l’acqua nonno del fuoco e in grado di tenerlo a bada e cosi via. Tutto questo diviene ancora piu suggestivo, quando notiamo accoppiati agli elementi anche gli organi, i fenomeni atmosferici, gli organi di senso e anche le emozioni. Tutto cio che appartiene a un determinato settore del macrocosmo e in correlazione con molte altre strutture sia di quest’ultimo che del microcosmo umano. (Fig. 7). Queste correlazioni analogiche a settori vengono chiamate orbis, per cui, come e visibile nella tabella, possiamo parlare di orbis del movimento legno a cui si lega la coppia di organi fegato/vescica biliare, i muscoli, la vista, e l’emozione della rabbia. Non a caso gli ippocratici parlavano di temperamento bilioso. Al movimento fuoco e connesso il cuore, l’apparato cardio-cicolatorio, il cervello razionale e l’intestino tenue, nonché la parola e l’emozione di gioia. Al movimento terra e riferita la milza-pancreas e lo stomaco, e la vergogna. Non a caso questa emozione e la piu centrale nell’uomo cosi come lo e la terra come elemento di riferimento del macrocosmo. Al metallo sono legati i polmoni, la cute e il grosso intestino e l’emozione di tristezza. Infine all’acqua e riferito il complesso rene-surrene e la vescica urinaria con l’udito e l’emozione della paura. Tralasciamo in questa sede le strette connessione neurofisiologiche che esistono tra elementi della stessa orbis, di cui abbiamo parlato in altri testi e focalizziamo la nostra attenzione sul discorso delle emozioni e di come queste possano somatizzarsi sulla rispettiva orbis organica. Ma quando cio puo accadere? Quando un’emozione e piu volte bloccata e cristallizzata nel corpo, quando cioe da energia sottile si e trasformata in energia densa. Dal concepimento fino ai 18 anni, il nostro sistema e come una spugna, assorbe dei modelli comportamentali conseguenza di emozioni che non siamo stati capaci di sperimentare e di vivere e abbiamo trasformato in complessi, per cui ogni volta che ci avviciniamo ad una esperienza simile, la blocchiamo accrescendo il complesso fino a farlo diventare un mostro. Il risultato e che non siamo piu in grado di vivere in maniera sana le emozioni come fossimo dei bambini handicappati. La mente torna continuamente indietro all’esperienza infantile negativa. E evidente che buona parte di questi comportamenti sono condizionati dall’educazione e dai nostri genitori che ci trasmettono i loro stessi problemi che a loro volta erano anche dei loro genitori in una interminabile catena. Il risultato e sempre un blocco delle emozioni, perché si ha paura del sentire; si delimitano cosi i poteri, quello della paura che porta a frustrazione e lotta o quello dell’amore che porta felicita attraverso il perdono, il lasciare andare e l’accettazione. La mente vuole solo certezze e non e disposta a sperimentare cio che non conosce; il risultato e che siamo emozionalmente bambini in un corpo adulto. La donna adulta blocca il sentire emozionale con il dramma o la rabbia, l’uomo il piu delle volte con la mente. Le emozioni sono in definitiva la nostra bussola che ci da la direzione dal malessere al benessere. Si puo reagire alle emozioni con due meccanismi diversi la difesa o la negazione:
La malattia e quindi solo l’ultimo evento di una lunga catena di squilibri che le stanno a monte, e come la spia di una macchina che si accende per segnalarci un guasto. Non ci sogneremo mai di pensare che il guasto sia nella lampadina! Altrettanto demenziale sarebbe immaginarci che la causa della malattia sia in quell’organo ammalato. E compito del terapeuta aiutare il paziente nella comprensione della simbolica della sua malattia. Una volta integrata l’informazione, il paziente puo gia considerarsi sulla via della guarigione, perché sta riconquistando l’informazione Dharmica da cui era stato deviato. E la mente razionale e polare che ci allontana continuamente da questa informazione e ci lega alla ruota delle apparenze, agli stati d’animo disarmonici e alle sofferenze. Soffriamo quando non ubbidiamo alle leggi dell’universo, e ci leghiamo alla razionalita ed al nostro Ego: siamo comandati dalla mente. E questa la fenomenologia del piano emozionale. Questo livello corrisponde secondo molti autori all’anima o corpo astrale, un piano intermedio tra il cielo e la terra in grado di tentare la riunione degli opposti in una sintesi superiore. E a questo livello che avviene l’incontro con l’ombra ovvero con quelle emozioni ed atteggiamenti che non riconosciamo e si muovono in direzione opposta alle nostre intenzioni consce. Per Jung l’unione degli opposti si realizza attraverso un processo di individuazione nel quale l’animo umano e in grado di mettere in armonia i suoi vari aspetti: riconoscimento del polo opposto, recupero ed integrazione dell’Io conscio. L'impegno che ognuno di noi dovrebbe prendere e di accrescimento del proprio essere, in maniera che gli altri possano nutrirsi da noi. Dobbiamo "entrare nella casa del nostro essere", e per far cio abbiamo bisogno di energia. L’energia ci e fornita soprattutto dal respiro, circolare e consapevole. Il lavaggio emozionale REM® e un mezzo per entrare nella nostra casa interiore ed esplorare la biblioteca in essa contenuta. Per essere nella casa del nostro essere dobbiamo comportarci da semplici catalizzatori del programma Dharmico contenuto nell'intelligenza innata di ovulo e spermatozoo in cui vi e la matrice biodinamica e spirituale del nostro divenire. Il mentale ostacola questo programma. La ghianda, trasportata a centinaia di chilometri dall’albero che l’ha generata, sa come diventare una quercia perfetta. Se osserviamo il seme nella terra notiamo che la terra e completamente indifferente alle caratteristiche del seme, essa e un semplice catalizzatore. Il catalizzatore deve essere distaccato e pertanto deve mettere da parte il mentale. Come si effettua il distacco? Osservando tre regole fondamentali:
Per comprendere piu profondamente questo meccanismo dobbiamo ricordare la polarita presente in ogni manifestazione. Essendo anche l’uomo polare, avra al suo interno due figure antitetiche e conflittuali: la sua personalita esteriore, in luce, e la sua personalita inconscia, nascosta, in ombra. Ogni conflitto o stress emozionale ha alla sua radice questo scontro tra cio che siamo e cio che e nel nostro profondo. L’equilibrio e nel tendere all’integrazione armonica di queste polarita. Nel conflitto tra noi e la nostra ombra interiore sono possibili due meccanismi di difesa inconsci; il primo, e piu frequente, e quello della repressione e della negazione che porta alla somatizzazione; il secondo, piu raro, attua lo spostamento ovvero la psichizzazione. Il soggetto ha una tale paura della sua ombra interiore che la rifiuta, la considera estranea al suo corpo e alla sua coesione complessiva per cui la vive come un’ombra persecutoria, come una psicosi. |